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cavo midiIl MIDI (Musical Instrument Digital Interface) ha significato, per l'evoluzione del sintetizzatore, un enorme passo in avanti facendo si che tutte le macchine dotate di questa interfaccia potessero in qualche modo dialogare tra di loro.

Il limite più grande del sistema CV era l'impossibilità di poter inviare informazioni polifoniche, due cavi (gate – CV) potevano infatti mandare un solo evento di nota on-off (tasto premuto o meno) e di intonazione. Il MIDI non solo risolse questo problema ma, sin dal principio, nacque per soddisfare un ampio spettro di applicazioni per interfacciare tra loro diversi sintetizzatori e il computer.

In un unico cavo con connettore pentapolare viaggiano le informazioni per far funzionare 16 diversi sintetizzatori in polifonia, in più sono già inclusi i messaggi di dinamica, aftertouch, cambio di programma, pitch bend, modulation e molti altri controlli per ogni canale.

Quando al NAMM show (una delle più importanti fiere di strumenti musicali) del 1983 fu presentato il MIDI si collegarono tra di loro due dei primi sintetizzatori dotati di questa interfaccia il Prophet 600 della Sequential Circuits e il Jupiter 6 della Roland a voler sottolineare che sin da subito lo standard avrebbe funzionato tra macchine di marche diverse. I principali artefici di questa invenzione furono i relativi responsabili delle due case costruttrici Dave Smith e Ikutaro Kakehashi. Negli anni il sistema MIDI impose delle specifiche più restrittive ai costruttori (General Midi) indicando per esempio su quale dei 16 canali di un sintetizzatore politimbrico dovesse trovarsi quello dedicato alle percussioni e in che modo i singoli suoni dovessero essere posizionati sulla tastiera così da rendere leggibile un file MIDI da qualsiasi macchina compatibile con questo standard.

Il MIDI fu importante anche per la definitiva affermazione degli Home Studio, studi di musica elettronica casalinghi ma ormai molto più potenti dei mastodontici studi delle radio e delle università di pochi decenni prima. Il MIDI infatti offre la possibilità di controllare dal computer decine di sintetizzatori polifonici, di registrare e riprodurre variazioni di ogni singolo parametro, di sincronizzarsi con nastri o filmati, tutto con dei costi infinitamente inferiori a quelli sostenuti anni prima. Oltre a questo un ensemble di musicisti dotati di strumenti MIDI può registrare una esecuzione inviando solo dati semplici e di poco peso che possono essere riascoltati e rielaborati infinite volte senza perdite di qualità. Così di un brano verrà registrata solo l'esecuzione ma non il suono, l'intonazione e il tempo, parametri che possono facilmente essere modificati in fase di riascolto.

midi namm83L'avvento del MIDI favorì anche il successo delle workstation, sintetizzatori politimbrici con sequencer interno e una sezione dedicata ai suoni percussivi. A questi sintetizzatori si richiedeva una versatilità particolare visto che da soli avrebbero dovuto generare i suoni e le informazioni per poter comporre brani completi senza l'ausilio di registratori o effetti esterni. Tra questi ebbe un enorme successo il Korg M1 che fu tra i primi a disporre di un potente sequencer interno, di buoni suoni percussivi campionati, di una sezione effetti assegnabile alle diverse tracce, di un display abbastanza grande per poter operare con tutti questi parametri con relativa comodità. Ovviamente nacquero anche altri strumenti di questo tipo anche di altre marche e con la definizione delle specifiche del General Midi i file creati su un sintetizzatore GM potevano essere letti da un altro che avesse le stesse possibilità scambiando i dati attraverso un floppy disc. I suoni sarebbero stati diversi perché creati con campioni o sintesi differenti ma ognuno avrebbe fatto riferimento ad un certo strumento da emulare. E' quasi come far suonare la stessa partitura da due orchestre diverse. Le workstation potevano funzionare senza l'ausilio di altre apparecchiature ma spesso, data la complessità che poteva raggiungere un brano fino a 16 tracce, si preferiva controllarle da Personal Computer.

Nacquero anche macchine chiamate "Arranger" che erano capaci di leggere i file MIDI GM di trasporre facilmente l'intonazione, cambiare il tempo, attivare o disattivare delle tracce. Questi dispositivi hanno poche possibilità di modifica dei suoni e sono più dei lettori di MIDI file che dei veri e propri sintetizzatori. Hanno avuto un largo mercato perché sono utilizzati dai professionisti del così detto "piano bar" per poter facilmente essere accompagnati da una sola macchina senza il bisogno di una intera orchestra; questa applicazione del midi ha favorito un profondo cambiamento nella proposta della musica popolare da intrattenimento, impoverendo il panorama musicale popolare locale, rendendo la musica di insieme dei gruppi pop non più indispensabile ma anzi a volte mal vista dai gestori dei locali da ballo e da intrattenimento e uniformando la proposta musicale a quello che il mercato dei midi file (strettamente legato a quello delle case discografiche) offre.

Un'altra applicazione del MIDI è quella di poter essere usato per salvare e caricare i suoni programmati all'interno di un sintetizzatore. Questa possibilità non solo facilita il musicista nel mantenimento e nell'organizzazione dei propri archivi sonori ma favorisce anche lo scambio e la commercializzazione di "banchi di suoni" creati da utilizzatori e professionisti. Precedentemente il salvataggio dei programmi era eseguito su cassette a nastro con la digitalizzazione dei dati è invece stato possibile condividere facilmente i propri programmi anche sulla rete internet. A questo scopo sono stati sviluppati appositi programmi chiamati Editor o Library Manager che aiutano il programmatore a modificare i vari parametri del sintetizzatore tramite una visualizzazione più comoda direttamente dal Personal Computer. L'utilizzatore può avere una schermata totale di tutte le impostazioni di un determinato programma, attuare le modifiche necessarie a creare il timbro agendo sempre attraverso mouse e tastiera, comparare e organizzare le memorie facilmente trasferendole poi sullo strumento.

Il MIDI è itilizzato anche nella notazione musicale. Tutti i messaggi registrati attraverso una tastiera o qualsiasi altro controllo midi possono essere visualizzati come notazione musicale classica su pentagramma. Questo ovviamente facilita sia chi è abituato a comporre o a memorizzare le informazioni musicali con questa tecnica sia chi, non conoscendola bene, ha esigenza di rendere fruibile ad altri le proprie composizioni. Il musicista che scrive per una orchestra dotata di strumenti acustici ha la possibilità di ascoltare precedentemente l'esecuzione del proprio lavoro attraverso generatori midi, questo aiuta la creazione ausilio in particolar modo in presenza di partiture per molti strumenti. Sarà semplice poi stampare direttamente le parti da dare agli esecutori semplificando un grosso lavoro organizzativo.

Sempre più sintetizzatori sono dotati oltre che dei normali connettori MIDI anche di porta USB per poter collegare direttamente il sintetizzatore al Personal Computer mantenendo comunque le specifiche dello standard MIDI.